Viaggiare
Riggio (Enac): Un microchip per evitare smarrimento bagagli
da: il giornale del turismo del 29/01/2010

Sarà un microchip a ’salvare’ i nostri bagagli. È tutta affidata alle nuove tecnologie, già in via di sperimentazione in alcuni aeroporti, la possibilità che valigie, trolley e borsoni arrivino, a fine viaggio e puntualmente, nelle mani dei legittimi proprietari e che non vengano erroneamente spediti in altre destinazioni in ben altre latitudini per essere riconsegnati dopo giorni o, ancor peggio, che si smarriscano del tutto. Dopo il caos e i disservizi che si sono verificati la scorsa estate, ora si corre ai ripari. La soluzione allo studio, ha spiegato oggi il presidente dell’Enac Vito Riggio, è quella di applicare un chip, un ’smart tag’, sul bagaglio, il cui segnale venga letto da apposite antenne installate negli aeroporti, basate su tecnologia Rfid. “Questo sistema – ha detto Riggio – è un prezioso strumento per gli operatori aeroportuali che così sono in grado di seguire tutto il percorso del bagaglio, da quando viene lasciato dal passeggero ai banchi del check in a quando arriva sui nastri per la riconsegna”. Ma non solo. Anche il passeggero, tramite un sms che arriva sul proprio cellulare, può essere in grado di ‘rintracciare’ il bagaglio. I due sistemi sono già in corso di sperimentazione: a Fiumicino sta lavorando la Elsag, mentre a Malpensa i danesi della Lyngsoe. L’obiettivo, ha aggiunto Riggio, è ora quello di spingere sull’acceleratore. “Da qui a giugno, rimanendo in contatto con la Iata, proseguirà la sperimentazione e poi tireremo le fila del discorso in modo da installare gli apparati nei principali aeroporti, a cominciare da Fiumicino e Malpensa. In questo modo potremo affrontare più tranquillamente la stagione estiva”. Ma perché funzioni appieno, il sistema necessita di un coordinamento europeo. “È inutile mettere il microchip a Roma se poi arrivando a Parigi – ha spiegato Riggio – non c’è un sistema che permetta di rintracciarlo”. Oltre che per i passeggeri, il problema del disguido e smarrimento bagagli non è una questione di poco peso per le compagnie aeree: si calcola, infatti, che i costi per l’industria del trasporto aereo superino i tre miliardi di dollari. La Iata ha lanciato un programma (Baggage improvement programme) che punta ad una riduzione del 50% dei bagagli smarriti entro il 2012. Dei progressi si sono, comunque, registrati. “Dal 2007 al 2008 – ha ricordato Riggio – c’è stata una riduzione dei bagagli ‘disguidati’ del 20%: a livello mondiale sono passati da 42,4 milioni del 2007 a 32,8 milioni del 2008 (1,8 bagagli ogni mille passeggeri). In Italia – ha riferito Riggio – l’indice è diminuito del 20% nel biennio 2007-2008 ed ora siamo a 12 bagagli persi ogni mille. Questa è una cifra troppo alta e bisogna arrivare ad un livello fisiologico di due bagagli su mille”.